Mancano le toghe, a rischio decine di processi ai camorristi – Cronaca
Ormai è chiaro: nonostante gli arresti effettuati da Polizia e Carabinieri tra settembre e ottobre, per fermare l’azione criminale dei Casalesi non bastano i 500 soldati e i 400 agenti inviati dal Governo nel Casertano. L’allarme tritolo, lanciato dalla Direzione distrettuale antimafia di Caserta, e prima ancora il presagio di un attentato a Roberto Saviano, fanno presupporre che la strategia camorrista non si è inceppata, ed è anzi attiva, pronta a dimostrazioni di forza contro chiunque voglia ostacolarla. Proprio adesso, in un momento critico per lotta alla criminalità mafiosa, per il fronte legalità e giustizia arriva un’altra cattiva notizia. A preoccupare, stavolta, non è la quantità di esplosivo ma la mancanza di uomini: di giudici. Nel giro di pochi giorni il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, dove si svolgono la maggior parte dei processo di camorra, ha perso 15 magistrati, trasferiti in altra sede senza essere rimpiazzati. Nell’immediato, il cambio di distretto giurisdizionale potrebbe determinare la scarcerazione di alcuni pericolosi boss o affiliati ai boss dei Casalesi per decorrenza dei termini processuali. La denuncia arriva dall’Associazione nazionali magistrati: «È questa la vera emergenza – ha commentato il presidente dell’Anm Luca Palamara -. Il servizio giustizia fa acqua da tutta le parti. I colleghi napoletani, inoltre, lamentano la mancanza di aule e computer».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80665